Casa Fernando Pessoa (Lisbona)

(1)… “E alla fine fece un oroscopo per se stesso e scrisse: Casa di Fernando Pessoa. L’oroscopo è uscito molto strano. Ha detto: Fernando Pessoa avrà una casa, chiamata Casa de Fernando Pessoa, su Rua Coelho da Rocha n. 16, nell’anno del Signore del 1993. E lui ti ha detto, bene, allora sarò lì con la mia ombra. Perché gli piaceva la sua ombra, o meglio le sue ombre. Infatti, quando si trovava a Alcàntara Pier a mezzogiorno il sole proiettava ai suoi piedi un’ombra formata da quattro ombre. Ma sapeva che dopo la sua morte la sua ombra avrebbe riacquistato l’unità, e che a quel tempo avrebbe vissuto nella casa di Coelho da Rocha strada con tutti gli amici postumi che la sua vita postuma avrebbe trovato postumo.

Sono una persona futura, ti ho detto, questo è quello che dice il mio oroscopo, questa è la mia campana. E si sentiva felice. Per te e la lingua portoghese. Perché la sua patria era la lingua portoghese.

Antonio Tabucchi

(1) Estratto dal testo scritto dal professor Antonio Tabucchi – del 18 maggio 1992 – Edito per il lancio ufficiale del Progetto di Casa Fernando Pessoa, CM Lisboa.

– º –

E per quanto riguarda l’edificio situato a Rua Coelho da Rocha (16-18) a Lisbona, ultimo indirizzo di fernando pessoa, dall’inizio del progetto è stato necessario valutare – proprio nel primo momento in cui ho visitato lo spazio – per tener conto fondamentalmente dei seguenti Situazioni:

  • Lo stato avanzato di degrado della proprietà, che è stato totalmente decaratoizzato, da un lato a causa del suo abbandono e dall’altro a causa del vandalismo che ha avuto luogo lì;
  • L’assenza quasi assoluta di notevoli requisiti architettonici e strutturali dell’edificio.

Il Programma Culturale definito (tra gli altri) da Specialisti in Materia, per realizzare il Progetto Architettura, ha proposto la trasformazione di un edificio abitativo (esistente) in spazio pubblico.

Un’analisi sistematica, che ha portato a individuare le peculiarità del “luogo”, equiparando, sistematizzando, organizzando il progetto architettonico, conferito e secondo le indicazioni del Programma Museologico presentate dalla realizzazione della “Casa del Poesia”, da attuare in CASA FENANDO PESSOA.

Ma le esigenze intrinseche di un progetto di tale rilevanza e la nuova funzione di utilizzo della proprietà hanno quindi richiesto un’adeguata aggiunta delle norme e della legislazione in vigore in relazione agli edifici pubblici.

Tenuto conto delle attività richieste da un lato e dall’altro a causa dei limiti fisici dello spazio in questione, era essenziale fornire un notevole aumento volumetrico e spaziale, determinato in particolare dalla necessaria introduzione al nuovo posto di inserimento dei seguenti Funzioni:

  • Una Biblioteca di Poesia – Specializzata anche in studi personali;
  • Una sala polivalente – Destinata a mostre di carattere nazionale e internazionale, legata ai vari “Movimenti Culturali del Tempo del Poeta” e oltre, oltre ad accogliere “Esperti, Culters of Matter” per la realizzazione dei Congressi e dei Dibattiti;
  • Una Sala, un ambiente dedicato al servizio informativo e pubblico, che comprende il negozio “Casa da Poesia”;
  • L’edificio era dotato di sale (mansarda) per l’esecuzione e opere multimediali, e un altro riservato esclusivamente per gli studi di ricerca da effettuare per specialisti della “Opera” del Poeta, e al piano 2) dell’edificio, si trovavano il uffici amministrativi e un ambiente per eventi dedicati a varie attività, tra gli altri, “musica”.

Per le ragioni di cui sopra, il programma museale ha indotto che il progetto architettonico dovrebbe abbattere il “cervello intero della proprietà”, un atteggiamento necessario per realizzare il “programma casa” – anche a causa dello stato avanzato di degrado di un edificio completamente mal caratterizzato, devastato lasciato all’abbandono – ma questa opzione ha innescato a sua volta il riavvio del restauro e la continuazione di inserimento nella progettazione di oggetti/elementi architettonici esistenti (nell’edificio) per riqualificare e conconservare.

Questi elementi o “Segni”, si traducono in ricordi, ricordi, ricordi, di una vita che vi è passata, e può essere tradotta in quanto segue:

  • FACCIATA PRICIPALE – MEMORIA “GENIUS-LOCI”-
  • INGRESSO DELLA CASA E DEL SUO ARCO –
  • SCALE ASSIALI – FINO ALLA SALA DEL POETA

In merito della questione “Quartiere del Poeta”, la proposta del progetto architettonico rispetta l'”eredità del Poeta” così come è in accordo con il Programma Museologico, escludendo la possibilità di ricostitutizzare la sua stanza, uno spazio sottoposto a una ricomposizione architettonica e scenografica, legata alla sua memoria un ambiente immaginato per trovare “Perssoa e Pessoanos”.

L’oggetto, facciata principale, ha fornito l’opportunità e il metodo per studiare il design della facciata tardoz e la facciata della piccola caffetteria, che è venuto ad esistere nella parte inferiore del lotto.

Così l’allineamento delle aperture delle facciate, ha fornito una lettura plastica della proprietà, trasparente, continua e impostata, non essendo “MIMESI”, ma piuttosto una ricomposizione critica della memoria del passato.

Inoltre, la possibilità di considerare la scala al centro dell’edificio è diventata un fattore decisivo della “composizione”, dividendo lo spazio a metà, a sinistra ea destra, in relazione ad un asse assiale del design, fornendo gioco con asimmetrie, aperture di apertura che traducono in ambienti con il doppio piede destro.

Troviamo – pieno- sul lato sinistro ciò che è -vuoto- sul lato destro e viceversa in successione sugli altri piani.

Questa composizione architettonica permette di aumentare la volumetria e lo spazio percorabile, evidenziando la dimensione e la visione visiva dei vari elementi ammirevoli.

L’asse assiale, dove si trovano le scale, l’ascensore e il blocco d’acqua, è attraversato da un secondo asse ortogonale che definisce, nei vertici, il posizionamento delle scale delle campate laterali che collegano la biblioteca alla sala di lettura su un lato, e la sala espositiva la sala polivalente del “MEZZANINO”.

L’apertura dello spazio architettonico ci permette di localizzare il quartiere del poeta – su tutti i piani la “Casa”, in cui la verticale ci dà una nuova scala / estensione del luogo.

Recuperare, ripristinare, espandere, riqualificare, restituire la conoscenza del “Passato” permette l’apertura alla ricerca scientifica storica umanistica, che la contemporaneità richiede di rispettare.

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